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L’abito fa o non fa il monaco?


Eccola qui la classica domanda che ci divide in due gruppi ben distinti e contrapposti.

Un gruppo che sostiene fermamente il detto “l’abito non fa il monaco” e un’altro gruppo che dice l’esatto opposto.


“Ma qual è la risposta corretta?”

Tra pochi secondi la avrai.


Analizziamo prima insieme due punti fondamentali.

Il primo punto è capire da dove arriva questo detto e perché.

Tutto è nato dal famoso proverbio “l’abito non fa il monaco”: raccomandando di “non giudicare nessuno solo dall’apparenza, in quanto ciò che si vede esteriormente non sempre corrisponde a ciò che l’individuo è nella sua interiorità.”

Impossibile non essere d’accordo!

Ma prima di trarre conclusioni, analizziamo anche il secondo punto…

Hai mai sentito parlare di “prima impressione”?

Studi scientifici hanno provato che i primi due minuti di un incontro (la cosiddetta “prima impressione”) condizionano i pensieri, le emozioni e il giudizio che ognuno di noi si fa dell’interlocutore, cioè della persona che ha di fronte.


Ma da cosa è condizionato questo nostro giudizio?

Da tutte quelle informazioni che possiamo ottenere facilmente prima ancora che la persona parli: cioè il suo aspetto esteriore.


È da superficiali?

Apparentemente si, ma non stiamo facendo altro che “rispondere” a un nostro stimolo primordiale, al nostro istinto, quasi impossibile da non considerare.

E inoltre l’idea che ci creiamo di quella persona in quei primi minuti persisterà, e sarà molto difficile cambiarla.

L’unico modo per cambiare la nostra “prima valutazione” sarà quello di conoscere la persona in maniera molto più approfondita, ma è un processo che richiederà molto tempo.

Quindi credo che tu abbia già trovato la risposta che stavi cercando…

La prima impressione conta!

Inoltre Oscar Wilde diceva:



“Non c’è una seconda occasione per fare una buona impressione”

Sono certo che in molti contesterebbero anche questa ultima citazione rispondendo:


“A me non interessa fare una buona prima impressione!”

Ma cosa ci perdiamo se non facciamo una “buona prima impressione”?

La risposta a questa domanda non ti piacerà…

Gli svantaggi sono molteplici, statisticamente dimostrati e tutti strettamente correlati ad un unico ambito: quello relazionale.

Una persona apparentemente “trasandata” e poco curata viene (inconsapevolmente) allontanata o evitata dalle persone che lo circondano, così creando ulteriori svantaggi per la persona presa in oggetto: come la difficoltà nel conoscere nuove persone e nell’ottenere collaborazioni lavorative.

Penso che a nessuno piaccia trovarsi in questo genere di situazione.

Ma se guardiamo questo aspetto sotto un’altra ottica ci troveremo di fronte una grande opportunità. Se è vero che “l’abito FA il monaco” significa che potremmo utilizzarlo a nostro favore!

Cioè non vedere quell’abito considerato “adeguato” come un obbligo, ma come un mezzo.

Un mezzo e (aggiungerei) una scorciatoia per raggiungere tutti i risultati lavorativi e relazionali che desideriamo.

E se è sufficiente questo per avvicinarci maggiormente ai nostri obiettivi lavorativi e relazionali, perché non cogliere l’occasione?

Fateci sapere cosa ne pensate nei commenti!

A presto.


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